"Zucchero a Velo"

 

Reportage di un'avventura di fine autunno
sui Monti Sibillini

Testo: Germana Maiolatesi

Foto: Renzo Rossini, Andrea Carotti,
Germana Maiolatesi

(Fare click sulle immagini per ingrandire)

 

 

Primo giorno

 

Zucchero a velo sui monti intorno.

Ieri all’imbrunire, era bufera.

E’ cominciato tutto con qualche fiocco vagante nell’aria grigia tra i faggi: raccogliendo la legna abbattuta dalle valanghe, nel freddo del pomeriggio senza sole, metteva allegria.

Poi sul fare della sera una tormenta di neve in pochi minuti ha imbiancato tutto.

Oggi è solo una mano leggera di zucchero a velo sulla ruggine dei boschi e sull’oro dei prati, nella luce intensa di una gelida giornata invernale.

 

 


 

 

Usciamo di casa rimpiangendo il fuoco nel camino, fa quel freddo che ti congela la punta del naso anche senza andare in bici… però c’è il sole, Andrea è già arrivato da Ancona, tra scherzi e battute è proprio ora di muoversi.

Finalmente partiamo in bici da Pintura.

Abbiamo piazzato un’auto a Fiastra, il progetto è di scendere la Valle del Rio Sacro, sarà possibile?

Comincia l’avventura.

 

 


 


La strada innevata è piacevolmente scorrevole, almeno all’inizio.

Mi sento davvero in forma: raccogliere legna mi ha fatto bene! Ieri abbiamo lavorato di buona lena riportando a casa due carichi, la SKoda senza i sedili posteriori ne contiene più di quanto mi aspettassi.

Lavorare nel bosco è stato magnifico: odori di muschio, terra e legno nell'aria e sulle mani, e il piacevole benessere della fatica all'aria aperta... sensazioni per me ritrovate e che è difficile descrivere.

 


 

Dopo la prima parte assolata, entriamo nel bosco: mi viene spontaneo guardare in giro alla ricerca di tronchi abbattuti da raccogliere!

Poi, siamo sotto l’ombra di Pizzo Tre Vescovi: il regno del Re Gelo.

Nel canalone più profondo un residuo di neve accumulata dalle valanghe ha resistito fino a pochi giorni fa: ora sulla ripida erta rocciosa sotto la vetta l’acqua di una risorgiva ha formato diademi di ghiaccio.

 

 


 


Alla forcella di nuovo esplode la luce.


Saliamo alla selletta tra M.Rotondo e la Croce.

Dopo qualche incertezza decidiamo di scendere direttamente da qui su Casale Gasparri, evitando il tratto di carrareccia che fa parte del giro classico.

Prati di falasco fitto e setoloso, traccia è una parola grossa per questo accenno di passaggio: più free di così!

E c’è anche la neve che complica le cose: Andrea sperimenta una buca nascosta, per fortuna senza conseguenze.

 


 


L’assaggio ha dissipato ogni preoccupazione e si può proseguire allegramente e… molto lentamente: sembriamo un gruppo di giapponesi in gita, non facciamo che scattare.

L’ambiente meriterebbe fotocamere migliori: grandioso.

Luce, silenzio, gelo. Siamo soli qua dentro.

 

 


 


Dopo il grande imbuto erboso di falasco dorato si entra nel bosco: c’è parecchia neve sopra le foglie secche, un godimento!

Tratti bui e gelidi si alternano ad altri più caldi e splendenti di colori autunnali. Poi, sul fondo della valle, accanto al torrente, è di nuovo gelo.

 

 


 


Arrivo al guado e provo a passare: c’è una buca nascosta sotto la sponda opposta, mi blocco e finisco con un piede nell’acqua gelata. Acc, proprio quello che era ancora quasi caldo…

Mi fermo per avvertire gli altri ma Renzo arriva sparato e prova a passare… ce l’ha quasi fatta… quasi... Piedi in acqua, poi perde l'equilibrio e... giù, bagno gelato.

Che bastardi, ridiamo come matti. Del resto anche Renzo partecipa. Disappunto generale per la mancata foto (‘ste digitali come sono lente…), ora però dovrà mettere le ali: per fortuna ci sono delle salite dove scaldarsi un po’.

Appena la sterrata comincia a risalire verso la carrozzabile, lo perdiamo di vista per ritrovarlo solo giù a Fiastra: ha già acceso il motore con il riscaldamento al massimo!

 

 


 


La serata finisce in gloria davanti ad un camino dove vengono arrostite prelibatezza non proprio vegetariane, a parte le castagne.

Tanto vino, contro il freddo… e poi non resta che vedersi Clorophilla, per rimanere in tema.


Dopo, purtroppo Andrea deve rientrare.
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Tutte le immagini senza © sono di G. Maiolatesi

Novembre 2006

© Germana Maiolatesi