Ogni tanto, quando mi trovo a camminare sola nel bosco invernale, parlo con Lince come prima. Non me ne rendo conto, fin quando qualcosa non mi fa sussultare dallo spavento, e allora ammutolisco. Volto la testa e colgo al volo il riflesso di un manto rosso bruno. Ma il sentiero è deserto, arbusti spogli e pietre umide. Non mi stupisco di continuare a sentire alle mie spalle il crepitare dei rami secchi sotto al passo leggero delle sue zampe. Dove altro potrebbe aggirarsi il fantasma della sua piccola anima di cane, se non sulle mie tracce? E’ uno spettro amico, e non mi fa paura. Lince, cane mio, cane bravo e bello, probabilmente è solo la mia povera testa a creare il suono dei tuoi passi, il riflesso del tuo pelo. Fin quando vivrò tu seguirai le mie orme, famelico e consumato dalla nostalgia, come anche io inseguo, famelica e consumata dalla nostalgia, orme invisibili. Noi due non riusciremo mai a fermare la nostra selvaggina.

Marlen Houshofer

 

 

Non sono che una pelle sottile sopra una montagna di ricordi.

Marlen Houshofer

 

 

 

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