E’
molto facile per me ricordare Stefano
Ancora più che per altre persone che mi sono mancate,
la memoria me lo restituisce talmente vero e vivo, con
quel suo modo così personale di scherzare su tutto,
che non veniva meno mai, neanche quando c’era in
ballo l’organizzazione di qualche uscita impegnativa
(<<Fattela finita, Imperato’, parliamo di
cose serie!>>, così lo richiamavo all’ordine).
Mi è più difficile invece parlarne senza
inevitabilmente scivolare nel racconto di qualche avventura
comune: sono del resto queste ultime che hanno costruito
la nostra amicizia mostrandoci così profondamente
l’uno all’altro, quasi come nudi (Questo capita,
quando si fa dell’alpinismo assieme).
Stefano
è stato per me un “compagno di cordata”
ideale. Lo scrivo tra virgolette perché in realtà
ci siamo legati in cordata rarissime volte. E pure, siamo
stati una cordata nel senso più profondo del termine
e quello che è successo ne è una indelebile
testimonianza.
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Sotto
la grande cornice di M.Portella
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Aveva
quella fantasia di inventare sempre una nuova burla, serio
serio, che non si capiva mica subito se fosse gioco o
meno, e questo suo essere leggero lo accompagnava sempre,
anche nei momenti importanti, quelli che precedono l’azione,
ma poi lo vedevo subito dopo concentrato.
Aveva
quella attenzione dolcissima di non lasciarmi mai sola
con e mie tensioni, ma dedicarmi al momento giusto una
battuta in più che fosse capace di scioglierle.
Avevamo
quello stesso restare incantati di fronte ad un ambiente
grande e ostile, e volerci entrare dentro, piccoli come
formiche, felici come dei, coi nostri sci.
Mi
ha detto di se stesso un giorno, mi ha detto di essere
un sognatore. E poiché anche io ero una sognatrice,
abbiamo costruito assieme questo sogno, mettendoci dentro
tutte le nostre energie e capacità.
Eravamo preparati. Stefano, in particolare, lo era.
Un
salto sulla Direttissima |
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Per
una crudeltà vigliacca tanto da colpire quando
ormai le difficoltà erano dietro di noi, non ci
è stata concessa l'esplosione di gioia che avremmo
condiviso all'uscita dal canale, e abbiamo pagato caro
il nostro voler sognare, lui con la sua vita.
Stefano
lascia in me un vuoto immenso. Mi resta, come una fiammella
effimera, la minuscola consolazione che entrambi abbiamo
camminato assieme dentro al nostro sogno con una felicità
che è difficile da immaginare.